Webtalk - Giustizia climatica attraverso il contenzioso: l’esperienza italiana
20 gennaio 2026
online
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Martedì 20 gennaio, Climate Justice Living Lab ospiterà un nuovo webtalk sulla giustizia climatica e i casi italiani di contenzioso climatico.
Il cambiamento climatico sta producendo impatti sempre più gravi a livello globale, e l’Italia è tra i Paesi europei maggiormente esposti ai suoi effetti. Nonostante questa vulnerabilità, il quadro legislativo e politico italiano rimane inadeguato ad affrontare l’emergenza climatica, come confermato dai più recenti report scientifici e istituzionali, che evidenziano significative carenze nelle misure di mitigazione e adattamento.
In questo contesto, il contenzioso climatico è divenuto uno strumento sempre più rilevante di responsabilizzazione dei poteri pubblici e degli attori privati. Ciò avviene nonostante la sentenza regressiva di primo grado pronunciata dal Tribunale civile di Roma nel febbraio 2024 nel caso Giudizio Universale, che ha negato la giustiziabilità degli obblighi climatici e in materia di diritti umani dello Stato italiano. Da quella decisione, tuttavia, si sono registrati importanti sviluppi sia a livello internazionale sia nazionale. In particolare, la storica sentenza nel caso KlimaSeniorinnen della Corte europea dei diritti dell’uomo dell’aprile 2024 ha segnato una svolta decisiva nel contenzioso climatico, affermando la rilevanza dell’accesso alla giustizia, delle migliori evidenze scientifiche disponibili e dei diritti fondamentali nel contesto dell’emergenza climatica. Un anno dopo, la Corte internazionale di giustizia ha ulteriormente chiarito il contenuto e la portata degli obblighi di due diligence sul clima degli Stati nel suo storico parere consultivo sul cambiamento climatico. Nello stesso periodo, la Corte di cassazione italiana ha adottato una storica ordinanza sul regolamento di giurisdizione richiesto nel caso Greenpeace, ReCommon e altri c. ENI, Ministero dell’Economia e delle Finanze e Cassa Depositi e Prestiti, delineando principi e standard destinati a incidere sull’evoluzione futura del contenzioso climatico in Italia.
Alla luce di questo contesto, l’incontro consentirà di analizzare l’approccio adottato dal Tribunale civile di Roma nel caso Giudizio Universale e lo stato attuale del relativo contenzioso, valutando al contempo se l’ordinanza della Corte di cassazione nel caso ENI possa segnare l’emergere di un nuovo paradigma di giustizia climatica in Italia.
Introduce e modera Filippo Garelli (A Sud) con:
Luca Saltalamacchia – Avvocato esperto in diritti umani e contenzioso climatico, membro del team legale di A Sud nella campagna ‘Giudizio Universale’
Antonello Ciervo – Avvocato, membro del team legale di A Sud nella campagna ‘Giudizio Universale’ e docente di garanzie costituzionali e diritti fondamentali presso l’Università Unitelma Sapienza di Roma