Glossario Ecologista: Outdoor Education
La traduzione letterale di Outdoor Education è “educazione fuori”, questa espressione si riferisce a una pratica educativa basata sull’apprendimento esperienziale in un ambiente esterno. Più corretto riportare la riflessione di Christian Bisson, ricercatore statunitense, che nel 1996 ha definito l’Outdoor Education come un termine ombrello, ovvero un concetto che intende raggruppare diverse pratiche educative accomunate dalla valorizzazione di esperienze vissuta all’aperto, fuori da uno spazio chiuso. Negli ultimi 3 decenni l’Outdoor Education è diventata la risposta ad un fenomeno sociale ed educativo conosciuto come iperprotezione dell’infanzia ( si parla di Bubble Wrap Generation), limitando il gioco, la socialità e il movimento al di fuori degli spazi chiusi, e questo significa anche non offrire l’opportunità di vivere esplorazioni e avventure nell’ambiente esterno. L’Outdoor Education valorizza l’esperienza del rischio, come condizione di crescita e di autoconoscenza e riconosce l’importanza di un spazio all’aperto non strutturato, dove non ci sono oggetti con un uso definito e finalizzato, e imprevedibile, ovvero non controllabile come le variazioni delle condizioni atmosferiche. “L’Outdoor Education diventa significativa se la persona adulta scopre (ha scoperto) il valore e il benessere del proprio stare in ambiente, vivendo in prima persona un luogo attraverso le esperienze sensibili che esso sollecita, la curiosità di esplorare, osservare, interrogarsi.” La figura educatrice si trasforma in quella di accompagnatrice dell’esperienza, facilitatrice dell’apprendimento. La relazione diretta con lo spazio all’aperto consente lo sviluppo di competenze non per materie separate, bensì il soggetto apprende a costruire percorsi di conoscenza interdisciplinari. Per ambiente esterno si intendono contesti naturali, rurali e urbani (sia aree verdi urbane che piazze e strade). Il giornalista ed educatore statunitense Richard Louv nel 2005 ha coniato l’espressione deficit di natura per riferirsi a quei danni nello sviluppo psico-fisico di coloro che hanno vissuto un’infanzia senza o con ridotto contatto con la natura. Ricerche scientifiche sull’Outdoor Education dimostrano che il contatto con ambienti naturali rigenera l’attenzione e riduce lo stress, effetti positivi che si riflettono nelle dimensioni affettivo-emotiva, relazionale, cognitiva e fisica dell’individuo. L’Outdoor education esalta la relazione con l’ambiente esterno e ciò non significa entrare in contraddizione con gli spazi chiusi, bensì invita a vedere connessioni in maniera propositiva tra fuori e dentro.
Per approfondire:
- Farnè A., Bortolotti, Terrusi M., Outdoor Education: prospettive teoriche e buone pratiche, Carocci editore, 2018.
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