La scuola di Leonardo: un dossier sulla militarizzazione dell'istruzione
Il report “La scuola di Leonardo” di BDS Roma indaga 125 istituti: 19 collaborano con il colosso della difesa tra Liceo Digitale, cybersecurity e video-lezioni STEM. Un kit di mobilitazione per boicottare l’azienda complice del genocidio a Gaza nelle scuole.
Il dossier “La scuola di Leonardo“, curato da BDS Roma (Boycott, Divestment and Sanctions), si presenta come un’indagine rigorosa e militante sulle relazioni tra il sistema educativo e formativo di Roma e provincia e la più grande azienda italiana del settore aerospaziale, della difesa e della sicurezza: Leonardo S.p.A. Il titolo stesso del dossier è un gioco linguistico denso di significato: “La scuola di Leonardo” evoca l’idea di un’istituzione educativa parallela, un luogo in cui l’azienda non è ospite ma protagonista, non partner ma datore di indirizzo. È questa la tesi che attraversa l’intero rapporto: Leonardo non entra nella scuola, la scuola diventa sempre più “di Leonardo”.
Il quadro internazionale e la scelta di campo
Il dossier si apre con una premessa che colloca l’iniziativa nel solco della campagna internazionale per l’embargo militare promossa dal movimento BDS. Questa campagna, si legge, rappresenta “uno degli strumenti politici e civili più efficaci per contribuire a isolare politicamente ed economicamente il regime israeliano di occupazione coloniale, apartheid e genocidio”. Colpire le reti economiche, finanziarie, tecnologiche e istituzionali che sostengono l’apparato militare israeliano significa incidere sulle condizioni materiali che rendono possibile la prosecuzione della violenza sistemica e l’impunità internazionale.
In questo quadro, l’analisi delle relazioni tra aziende produttrici di armi e sistema dell’istruzione assume un’importanza strategica. Le collaborazioni con scuole, università ed enti di formazione, spesso presentate come opportunità di qualificazione professionale e inserimento occupazionale, finiscono per legittimare culturalmente e politicamente l’industria bellica. Il dossier pone quindi una domanda cruciale: in che modo docenti, personale scolastico, studentesse e studenti possono contribuire concretamente alla campagna per l’embargo militare e alla costruzione di spazi educativi sottratti alla normalizzazione della guerra?
Leonardo S.p.A.: il gigante delle armi
Il rapporto dedica ampio spazio alla ricostruzione del profilo di Leonardo S.p.A., scelta come focus dell’indagine per il suo ruolo strategico nel complesso militare-industriale italiano e internazionale. Partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con una quota del 30,2%, l’azienda opera nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza, producendo sistemi d’arma, tecnologie militari e dispositivi di sorveglianza impiegati in numerosi contesti bellici contemporanei. Già nota come Finmeccanica, Leonardo coordina un ampio insieme di controllate e marchi — AgustaWestland, Alenia Aermacchi, DRS, Oto Melara, Selex ES, WASS — ed è il principale produttore di armamenti in Italia e uno dei maggiori gruppi militari a livello globale.
Il dossier documenta in modo dettagliato le complicità di Leonardo con le operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza. L’azienda produce i cannoni navali OTO Melara 76/62 Super Rapid installati sulle navi da guerra Sa’ar 4.5, Sa’ar 5 e Sa’ar 6 della Marina israeliana, imbarcazioni che costituiscono la struttura centrale della flotta e partecipano al blocco navale imposto a Gaza dal 2007. Attraverso la controllata statunitense Leonardo DRS Sustainment Systems, l’azienda fornisce rimorchi pesanti per carri armati all’esercito israeliano, con un contratto del valore di 15,4 milioni di dollari assegnato nel dicembre 2023, in pieno genocidio, e consegne previste fino al 2026.
La Fondazione Leonardo: educazione e cultura come peace washing
Un capitolo centrale del dossier è dedicato alla Fondazione Leonardo, descritta come un dispositivo culturale attraverso cui il complesso industriale tecno-militare produce consenso, legittimazione sociale e accettabilità pubblica delle proprie attività. La Fondazione si presenta ufficialmente come soggetto dedicato alla diffusione della cultura scientifica, tecnologica e dell’innovazione, attraverso pubblicazioni, iniziative divulgative, premi, attività formative e collaborazioni con università e scuole. Tuttavia, una lettura critica non può limitarsi alle finalità dichiarate: la Fondazione occupa una posizione strategica all’interno del gruppo Leonardo, e le sue attività culturali e formative svolgono una funzione precisa nel contesto delle trasformazioni contemporanee del rapporto tra economia, tecnologia, sicurezza e istruzione.
L’indagine nelle scuole secondarie di Roma
Il cuore empirico del dossier è rappresentato dall’indagine condotta sulle scuole secondarie di secondo grado pubbliche della Città Metropolitana di Roma. L’analisi ha interessato l’intera popolazione di 125 istituti scolastici statali, utilizzando la metodologia della Systematic Web Document Analysis (SWDA), che assume i siti web istituzionali come fonti documentali attraverso cui le organizzazioni educative rendono pubbliche attività, progetti e partenariati.
I risultati sono significativi: dei 125 istituti esaminati, 19 presentano evidenze documentali di collaborazioni con Leonardo S.p.A., pari al 15,2%. Sebbene il numero possa apparire contenuto in termini assoluti, l’analisi qualitativa dei materiali raccolti evidenzia come tali collaborazioni tendano a collocarsi in ambiti particolarmente rilevanti per la progettazione curricolare e per i processi di orientamento degli studenti e delle studentesse. Le iniziative individuate riguardano prevalentemente percorsi di Formazione Scuola Lavoro (FSL, ex PCTO), attività legate alle discipline STEM, progetti di innovazione tecnologica e azioni di avvicinamento al mondo del lavoro.
Il dossier presenta una tabella dettagliata che elenca gli istituti coinvolti, i siti web, le tipologie di relazione e gli anni di svolgimento. Tra i casi più significativi emergono l’IIS Von Neumann, il Liceo Avogadro, il Liceo Montale, il Liceo Pasteur, il Liceo Democrito, l’ITIS Giancarlo Vallauri, l’IIS di Zagarolo e l’ITIS Cannizzaro di Colleferro, tutti coinvolti nel programma “In volo con Leonardo”, realizzato con il supporto di CivicaMente – Educazione Digitale. La ricorrenza di tale iniziativa suggerisce come il progetto costituisca uno dei principali strumenti attraverso cui l’azienda sviluppa la propria presenza nel sistema scolastico romano.
Ecco gli altri istituti: IIS Leopoldo Pirelli, IIS Giorgi-Woolf, IIS Matteucci, IIS Di Vittorio- Lattanzio, Liceo Scientifico Kennedy, IIS Pacinotti- Archimede, IIS Via Salvo D’Acquisto 69 (Velletri), Liceo Volterra e IIS Amari-Mercuri (Ciampino), Liceo Artistico e Linguistico Pablo Picasso e IIS Via Copernico (Pomezia).
Particolarmente significativa è la distribuzione territoriale delle collaborazioni: la maggior parte degli istituti coinvolti si concentra nella città di Roma e comprende prevalentemente licei scientifici e istituti tecnici; nella provincia, le collaborazioni risultano diffuse in contesti caratterizzati da una forte presenza industriale e tecnologica, come Colleferro, Pomezia e Ciampino. Questa distribuzione suggerisce che la diffusione delle collaborazioni non sia casuale, ma risulti strettamente connessa alle caratteristiche economiche e produttive dei territori.
Il caso del Liceo Digitale dell’IIS Matteucci
Un capitolo a parte è dedicato al caso dell’IIS Carlo Matteucci, che dal 2022 ha attivato il Liceo Scientifico delle Scienze Applicate, sperimentazione “Liceo Digitale”, sviluppato in collaborazione con Leonardo S.p.A. e Fondazione Leonardo ETS. Secondo quanto riportato nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa, il percorso si propone di integrare la tradizionale formazione liceale con un potenziamento delle competenze digitali, informatiche e STEM, attraverso attività dedicate alla programmazione, all’intelligenza artificiale e alle tecnologie digitali avanzate.
La collaborazione tra l’IIS Matteucci e Leonardo non si configura come un intervento occasionale o limitato ai percorsi di orientamento, ma come una partnership curricolare che attraversa l’intero quinquennio scolastico e coinvolge direttamente attività didattiche, sviluppo delle competenze STEM, percorsi PCTO e stage aziendali. Nel biennio è prevista l’introduzione all’Intelligenza Artificiale in compresenza con un esperto di Leonardo durante le ore curricolari di matematica; nel triennio, gli studenti partecipano a percorsi di Formazione Scuola Lavoro con affiancamento di esperti del settore e stage presso sedi Leonardo. La presenza dell’azienda si estende quindi alla progettazione delle attività formative, alla realizzazione della didattica curricolare e all’accompagnamento degli studenti lungo l’intero ciclo di studi.
Il Liceo Digitale contribuisce inoltre a ridefinire la gerarchia dei saperi: le discipline e le competenze associate alla digitalizzazione, all’intelligenza artificiale, alla programmazione, ai dati e all’innovazione tecnologica acquisiscono una centralità crescente. La domanda centrale non è più “quale formazione è necessaria per la crescita critica e democratica della persona?”, ma “quali competenze richiede il mercato del lavoro del futuro?”. La scuola viene progressivamente ridefinita come luogo di investimento sul capitale umano.
La formazione professionale: il caso di Acilia e il Consorzio ELIS
L’indagine si estende anche al settore della Formazione Professionale, coinvolgendo i 9 Centri di Formazione Professionale di Roma gestiti da Roma Capitale, i 6 Centri Metropolitani di competenza della Città Metropolitana e 61 Centri paritari. In questo ambito è stata individuata una collaborazione diretta tra Leonardo e il Centro Metropolitano di Formazione Professionale di Acilia, relativa alla progettazione e realizzazione di un corso triennale gratuito per Operatore informatico in ambiente Cybersecurity, rivolto a ragazze e ragazzi tra i 14 e i 17 anni, con stage presso Leonardo.
Un altro centro di formazione professionale individuato è l’ELIS, riconducibile all’area culturale e pedagogica dell’Opus Dei. Al di là delle singole iniziative, Leonardo fa parte in maniera strutturale del Consorzio ELIS, configurandosi non come semplice partner esterno ma come uno dei soggetti che contribuiscono stabilmente alle sue attività e ai suoi indirizzi di intervento. Attraverso tale partecipazione, Leonardo è coinvolta in programmi di orientamento, formazione e promozione delle competenze STEM rivolti a studenti e docenti, nonché in iniziative quali School4Life, presentato come finalizzato al contrasto della dispersione scolastica.
La produzione di contenuti didattici: HUB Scuola e Fondazione Leonardo
Un ulteriore ambito di intervento riguarda la produzione e diffusione di contenuti didattici destinati all’editoria scolastica digitale. Un caso emblematico è la collaborazione tra Fondazione Leonardo ETS e HUB Scuola, la piattaforma didattica digitale delle case editrici scolastiche del Gruppo Mondadori, finalizzata alla realizzazione del progetto “A scuola di STEM”. L’iniziativa prevede la distribuzione gratuita di sessanta video-lezioni online rivolte a studenti e docenti dalla scuola primaria alla secondaria di secondo grado, dedicate a temi quali intelligenza artificiale, cybersicurezza, robotica, aerospazio, tecnologie emergenti, fisica quantistica e “professioni del futuro”.
Particolarmente significativo è il ruolo assegnato agli esperti dell’azienda nella produzione dei contenuti didattici: le video-lezioni destinate alla scuola secondaria di secondo grado sono affidate a figure direttamente inserite nella struttura di Leonardo, come la responsabile dell’Artificial Intelligence Lab dell’azienda. L’impresa non è più soltanto soggetto ospitante di stage o percorsi di formazione scuola-lavoro, ma produttore diretto di contenuti pedagogici, divulgativi e orientativi destinati a circolare su larga scala all’interno delle scuole. La stessa Leonardo rivendica il coinvolgimento di oltre 2.500 docenti e 1.750 scuole attraverso le iniziative STEMLab e “A scuola di STEM”.
Il kit di mobilitazione territoriale
Una parte significativa del dossier è dedicata alla costruzione di strumenti operativi per la mobilitazione. Il rapporto si propone come un vero e proprio kit di attivazione territoriale rivolto a studenti e studentesse, docenti, personale scolastico, famiglie, collettivi e reti sociali interessate a promuovere campagne di boicottaggio di Leonardo e, più in generale, delle imprese coinvolte nelle filiere della guerra, dell’occupazione e del genocidio in Palestina. Nel dossier troverete tutta una serie di materiali rivolti a docente e personale scolastico, a studenti e a genitori ed attivisti.
Conclusioni: un dossier come strumento di lotta
Il dossier “La scuola di Leonardo” non è soltanto un rapporto di ricerca, ma un atto politico e uno strumento di mobilitazione. Attraverso un’analisi rigorosa e documentata, il rapporto dimostra come la presenza di Leonardo nel sistema educativo e formativo di Roma non sia un fenomeno episodico o marginale, ma una strategia strutturata che coinvolge scuole, università, enti di formazione professionale, fondazioni e piattaforme editoriali. Questa presenza contribuisce a normalizzare l’industria bellica, a legittimare i settori produttivi strategici per il regime di guerra e a orientare le nuove generazioni verso competenze funzionali alle esigenze del mercato e della difesa.
Il dossier si chiude con un appello all’azione: boicottare Leonardo nelle scuole, nelle università e nei contesti della formazione professionale; promuovere campagne di disinvestimento e sanzioni; costruire reti territoriali permanenti tra studenti, docenti, genitori, sindacati, movimenti sociali e organizzazioni per i diritti umani. La posta in gioco non è soltanto la denuncia di una singola azienda, ma la difesa di una scuola pubblica autonoma, critica e democratica, sottratta alla logica della militarizzazione e del profitto. Come recita uno degli striscioni documentati nel dossier: “Leonardo non ha nulla da insegnarci”.
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